Dall’inizio alla fine: come si costruisce una missione

In questa sezione troverai tutte le indicazioni concrete di come noi, frati della Provincia Sant’Antonio dei Frati Minori, insieme alle suore francescane ed ai laici, prepariamo le Missioni popolari.

Tante di queste indicazioni le troverai nella “Metodologia Nazionale” – il documento di riferimento per le Missioni popolari condiviso da tutti i Frati Minori d’Italia – al quale, per una visione generale, ti rimandiamo.

Il documento che ti offriamo qui di seguito intende invece accompagnarti passo passo a capire come si costruisce una missione dai primi contatti con i parroci al “dopo missione”, il vero fine per cui si pensa ad una missione popolare.

Speriamo che quanto troverai ti sia utile. Buona lettura!

Premessa

La Missione al Popolo – come afferma la nostra Metodologia nazionale – è un dono di Dio, una continuazione del messaggio di Gesù, una espressione della nuova Evangelizzazione, un omento forte della vita ecclesiale, un aiuto eccezionale alla pastorale ordinaria.

Si rivolge a tutti: a quelli che vivono intensamente la vita cristiana, a coloro che credono in Cristo ma hanno smarrito il senso dell’appartenenza alla Chiesa cattolica, a coloro che non credono.

Si propone di aiutare l’uomo a incontrare Cristo uomo perfetto, a vivere intensamente la propria esperienza umana e cristiana, a crescere nella fede, nella speranza e nella carità.

Si inserisce nelle linee pastorali della Chiesa italiana e delle Chiese locali, sviluppandone i contenuti.

Il suo essere “popolare” “appare dallo stile semplice, dalla presenza di manifestazioni religiose popolari, dal carattere pratico.

Impegna i Frati Minori – insieme alle suore francescane ed ai laici – a continuare l’annuncio di San Francesco, e di tantissimi altri che nel corso dei secoli lo hanno seguito nello spirito della evangelizzazione itinerante.

Come si prepara la missione? I tempi della missione

La missione prevede tre tempi:

  1. il periodo precedente la Missione
  2. la celebrazione della Missione
  3. il dopo Missione

Il Periodo precedente la Missione

Il periodo prima della missione va dai primi contatti con il parroco o i parroci alla celebrazione della missione stessa.

Può essere definito anche il tempo della preparazione, del discernimento e della motivazione. E’ il periodo più lungo, rispetto a quello brevissimo della realizzazione della Missione, ma anche il più prezioso: preparare bene la Missione è già Missione.

  1. La Missione va preparata. Non si improvvisa e non si inventa all’ultimo momento. Ha come obiettivo il coinvolgimento di tutta la comunità parrocchiale perché da essa dipende l’efficacia del lavoro missionario.
  2. E’ un tempo caratterizzato dall’ascolto nel quale si:
    1. ricordano i doni di Dio fatti alla comunità;
    2. guardano alle necessità della parrocchia e del territorio in quanto tale: i suoi bisogni, i suoi problemi, le sue attese, i suoi vincoli, le disponibilità e le risorse.
  3. E’ un tempo caratterizzato dal coinvolgimento:
    1. mira ad avvalersi del maggior numero di contributi per una lettura più completa possibile della realtà di fede, sociale e civile al fine di discernere il cammino che Dio ci chiama a realizzare nell’oggi;
    2. si propone di coinvolgere le forze vive della parrocchia e delle persone di buona volontà attorno al progetto della Missione.
  4. E’ un tempo caratterizzato dalla progettazione per determinare:
    • l’obiettivo specifico o gli obiettivi che si vogliono raggiungere nel dopo missione;
    • il percorso che si vuole realizzare per raggiungerli e
    • gli strumenti concreti necessari per realizzarlo.
  5. E’ anche il tempo nel quale si impostano percorsi utili a rendere fecondo, nel “dopo -missione”, il dono che ci si prepara a ricevere nella Missione.

Come si fa?

  1. Si raccoglie il maggior numero possibile di dati riguardo la parrocchia ed il territorio attraverso
  2. Si curano dei momenti in cui il Consiglio Pastorale insieme ai propri pastori ed ai “missionari” elabora il materiale raccolto e identifica degli obiettivi generali e poi degli obiettivi specifici pastorali. Questi costituiranno l’orizzonte sul quale misurare tutte le attività che andranno impostate nella celebrazione della missione. Sono il vero fine della Missione.
  3. Si curano il coinvolgimento più ampio possibile dei parrocchiani attraverso “gruppi di lavoro” o “commissioni” che gestiscano i diversi settori necessari alla preparazione e realizzazione della missione stessa (ad es. liturgica, logistica, economica etc..) (vedi anche Le commissioni o gruppi di lavoro).
  4. Si crea una “Segreteria della Missione” che a partire dagli obiettivi stabiliti
    • Definisce l’“icona biblica”, lo slogan, il logo e la preghiera della Missione;
    • Accompagna, armonizza e verifica periodicamente il lavoro delle singole commissioni.
    • Definisce, assieme ai pastori ed ai missionari il programma specifico della Missione.
  5. Si motivano le persone attraverso momenti specifici di presenza dei frati e suore missionari che sono:
    • L’ “Annuncio della Missione”: un fine settimana nel quale alcuni frati, suore e laici faranno la proposta della Missione a tutte le Messe parrocchiali.
    • Il “Pre – missione” : ovvero la presenza prolungata, 4/5 giorni, di alcuni missionari nella comunità cristiana, per “lanciare” la Missione, cercare di creare maggiore attesa e coinvolgimento riguardo questo evento di grazia, raggiungere coloro che ancora fossero rimasti estranei alla preparazione.
    • Momenti di verifica e di ritiro per le persone coinvolte nelle Commissioni/gruppi di lavoro e nella Segreteria della Missione.
  6. Si predispongono concreti percorsi pastorali che attuino gli obiettivi identificati nella prima fase della preparazione e si definiscono le date di inizio di questi percorsi.
  7. Si relaziona periodicamente (almeno ogni mese), alla conclusione di ogni celebrazione eucaristica, da parte di un membro della Segreteria della Missione, sull’andamento della preparazione della Missione;
  8. Si fa, circa sei mesi prima, l’annuncio nelle case da parte dei laici della Parrocchia;
  9. Si presenta il programma alle famiglie, circa una settimana prima dell’inizio, da parte dei laici della Parrocchia.

Il tempo della realizzazione o della Missione

E’ il momento nel quale sfocia tutto il lavoro precedentemente realizzato, il momento dove si celebra più intensamente l’incontro con Cristo. E’ un momento particolare di grazia non solo per coloro che si sono preparati, ma anche per quanti, lontani o distratti, non si sono lasciati coinvolgere nei momenti precedenti. Non è solo la somma ed il risultato degli sforzi precedenti ma è un tempo che contiene una grazia particolare, piccola Pentecoste, che da forza e vigore a tutto il processo sopra delineato ed apre al tempo del post-missione.

La presenza continuativa di numerosi missionari (laici, sacerdoti, religiosi e religiose) e la ricchezza particolare di incontri e proposte è ciò che caratterizza particolarmente questo tempo.

La Missione inizia con il “mandato” affidato dal Vescovo o da un suo delegato, durante una concelebrazione di tutti i Sacerdoti del luogo e la partecipazione di tutti i Missionari. Può essere consegnato ai Missionari, come segno di invio, o il Vangelo, o il Crocifisso, o il Tau di San Francesco.

 

Come si realizza?

Nell’incontro e nel coinvolgimento capillari di ogni persona e realtà presente sul territorio della parrocchia con l’annuncio della Buona notizia del Vangelo offerta a tutti.

Concretamente si svolgeranno:

  • la Visita alle famiglie (durante il giorno i missionari visiteranno le famiglie, negozi, dovunque le persone si incontrino); la visita agli ammalati, alle Scuole, alle Carceri, agli Ospedali, alle Amministrazioni locali (vedi anche Visita alle Famiglie);
  • momenti di dialogo e di ascolto: è una occasione straordinaria per un dialogo con un frate o un suora o per la celebrazione del sacramento della Riconciliazione;
  • momenti di preghiera personale o comunitaria come: l’adorazione eucaristica quotidiana; la preghiera delle Lodi e dei Vespri, la celebrazione dell’Eucaristia, un pellegrinaggio o una celebrazione mariana, la Via Crucis, il pellegrinaggio al cimitero, una veglia vocazionale;
  • altri momenti liturgici come: la celebrazione del sacramento dell’Unzione degli infermi; il rinnovo delle promesse battesimali e matrimoniali;
  • momenti di Ascolto della Parola nei Centri di ascolto familiari. (vedi anche I Centri di ascolto);
  • Catechesi per coppie (sposate o conviventi);
  • Catechesi per persone in situazione di divorzio, separazione e nuova unione;
  • Catechesi per giovani e per giovanissimi;
  • altre iniziative quali: momenti di attenzione al mondo del lavoro, dei migrantes e dello sport. Appuntamenti particolari per coloro che vivono la situazione del lutto e della sofferenza;
  • altri eventi come: presenza per le vie e piazze in gazebo; spettacoli, testimonianze, momenti di festa comunitaria etc… ;
  • ogni celebrazione, durante la Missione verrà preparata e attuata insieme con il Gruppo liturgico esistente nella parrocchia o preparato e formato precedentemente, che contempli i ministeri laicali, quali lettori, accoliti, cantori etc.

Poiché la missione è un tempo “straordinario” di evangelizzazione tutte le altre attività pastorali ordinarie vengono sospese.

La conclusione della Missione prevede:

  • Una riunione dei Missionari di verifica dell’andamento della Missione per raccordare quanto vissuto con le proposte decise all’inizio della Missione;
  • Dandosi il tempo per uno “sguardo incrociato” sulla Missione che coinvolge i “missionari”, il Parroco, il Consiglio Pastorale, e la “Segreteria della Missione”. Questo sarà anche il momento, da parte dei missionari, di una restituzione di quanto vissuto, attraverso una “relazione” alla Parrocchia.
  • Un resoconto scritto al Parroco, al Consiglio pastorale, alla “Segreteria della Missione” e alle commissioni;
  • Un eventuale resoconto all’assemblea del Clero con il Vescovo, da parte del Coordinatore;
  • La presentazione ai fedeli durante le celebrazioni dell’Eucaristia dell’ultima domenica dei percorsi di continuità precedentemente programmati e di quelli suscitati dallo Spirito nel corso della Missione.

Il tempo del post-Missione

Questo periodo è il vero fine della Missione è il vero “tempo di Missione”: La Missione non deve restare un fatto momentaneo ed isolato, ma è un aiuto per un cammino ecclesiale rinnovato, una più profonda presa di coscienza della realtà umana e cristiana, un richiamo alla Missionarietà di ogni battezzato. E’ quindi necessario dare ad essa una continuità.

La grazia del Signore che ha operato nell’intimo del cuore, continua certamente la sua azione; ciò non esclude la nostra collaborazione.

 

Come si fa?

A questo scopo è utile:

  • Il ritorno del Coordinatore della Missione per un incontro con il Parroco, il Consiglio pastorale, la Segreteria della Missione e le Commissioni, per verificare insieme le modalità della continuazione;
  • Prevedere momenti di presenza dei missionari per favorire il “lancio” dei progetti identificati e momenti di “richiamo” della Missione.
  • L’impegno vivo nella catechesi degli adulti, che potrebbe trovare una giusta collocazione nelle espressioni più comuni di primo annuncio (10 Parole; cene Alpha o altro);
  • La continuazione con appuntamenti per coppie e coppie in situazione di separazione, divorzio e nuova unione;
  • La continuazione di percorsi formativi (e non solo di servizio), fondati sulla Parola, per giovani e giovanissimi;
  • La continuazione dei Centri di ascolto, scegliendo animatori anche tra i laici del posto, opportunamente preparati con la partecipazione ai corsi di formazione teologica organizzati dalla Diocesi;
  • La ripetizione dei gesti più significativi della Missione, in particolare:
    • il Buongiorno Gesù;
    • il pellegrinaggio al cimitero con la professione di fede nella risurrezione in occasione della commemorazione di tutti i fedeli defunti;
    • la Via Crucis in quaresima;
    • il conferimento del sacramento dell’Unzione agli infermi e agli anziani;
    • la celebrazione comunitaria del sacramento della riconciliazione.

I tempi

Tutto il processo può essere realizzato in 12/18 mesi.

Aspetto Economico

Per quanto riguarda l’aspetto economico:

  • Non viene fissato alcun compenso;
  • Si prevede la rifusione delle spese vive e un’offerta per i missionari;
  • Non si accettano offerte da parte dei fedeli, nemmeno per la celebrazione di Sante Messe.