Il Secolo XIX

 Il Secolo XIX

Le missioni popolari ripresero vigore dopo il Congresso di Vienna (1815) con vicende alterne, dovute alle soppressioni, dispersioni, secolarizzazioni in cui furono soggetti a intermittenza gli Istituti religiosi nel XIX secolo e all’inizio del XX secolo in varie nazioni.

La riorganizzazione delle istituzioni ecclesiastiche, la ricostituzione della Compagnia di Gesù (1814), la crescita numerica del clero secolare e dei membri degli antichi Istituti religiosi preesistenti e la nascita di nuove Congregazioni furono all’origine di questo rilancio in tutti i Paesi dell’Europa. I missionari si sforzarono di comprendere, non senza difficoltà e resistenze, le nuove situazioni e di adattarvisi, ma senza rinunciare all’utilizzazione degli elementi già collaudati nei secoli anteriori: l’istruzione religiosa sempre più organica in vista della conversione e della maturazione nella fede, i canti, le processioni, il richiamo alla penitenza, la valorizzazione dei sacramenti, le erezioni di Croci e “Calvari”, la rinnovazione dei voti battesimali, la consacrazione alla Vergine Maria.

Nato Luigi Vicini nel 1839, primogenito di una famiglia agiata, diventò sacerdote all’età di 22 anni. Nel 1867 entrò in una profonda crisi morale e religiosa, che lo portò dapprima a fuggire con una ragazza sua compaesana a Firenze e Milano, in seguito a rifugiarsi da solo in Svizzera, dove tentò di suicidarsi. La crisi terminò nel 1870 e, riacquistata la vocazione, Luigi decise di entrare nell’Ordine dei Minori, prendendo il nome di Agostino da Montefeltro. Negli anni seguenti si diffuse la fama della sua grande abilità oratoria, capace di attirare persone di diverse istruzione ed estrazione sociale.

I suoi sermoni più noti furono quelli pronunciati per la Quaresima del 1889 a Roma, nella chiesa di San Carlo al Corso, che suscitarono grande scalpore ed entusiasmo e che vennero persino pubblicate. Si ricordano in particolare le prediche sulla patria e sulla benedizione.

La sua opera religiosa incluse la fondazione di una congregazione di suore, le Figlie di Nazareth, consacrate all’esercizio della carità nell’istruzione cristiana delle orfanelle. In campo sociale, contribuì con le sue prediche a preparare il terreno all’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII e promosse diverse iniziative a Pisa e provincia, dove fondò una Scuola Popolare, varie Scuole normali e l’Istituto di Marina di Pisa per le Orfanelle.

Cominciarono tuttavia ad emergere a poco a poco alcune novità. Nella predicazione missionaria si fece sempre meno uso di una certa oratoria letteraria erudita e ampollosa propria dei grandi pulpiti, e decrebbe nelle varie celebrazioni il ricorso alla spettacolarità teatrale a favore di un atteggiamento di maggior compostezza e raccoglimento. Le comuni tematiche sul Decalogo, il peccato, la passione di Cristo, le realtà eterne furono integrate da altre su Dio rivelatore, su Cristo redentore, sullo Spirito santificatore, sulla Chiesa, sull’importanza dei sacramenti, sul rapporto scienza e fede per contrastare l’avanzata del razionalismo positivista. La predicazione fu accompagnata da conferenze dialogate per uomini, donne, persone colte e giovani con forti accentuazioni apologetiche. Aumentarono i corsi di Esercizi chiusi per categorie di persone (sacerdoti, religiosi, religiose, maestri, professionisti, operai, ecc.), e pubblici nelle chiese. Nuovo impulso fu dato alle associazioni, come le Congregazioni mariane, l’Associazione delle Figlie di Maria, la Compagnia degli Amici di Gesù, le Conferenze di san Vincenzo de’ Paoli, la Confraternita del Santissimo Sacramento, la Congregazione del Sacro Cuore di Gesù, della cui devozione la predicazione missionaria popolare del secolo XIX si fece propagatrice.

In Francia, dopo i danni religiosi e morali provocati dalla Rivoluzione e dalle guerre napoleoniche, le missioni popolari apparvero come uno degli strumenti più validi per la rinascita cristiana. Esse miravano a pacificare e a riconciliare gli animi, a proporre e ad approfondire le principali verità della fede con la predicazione e la catechesi, a ricostruire l’unità familiare, a portare gli adulti alla pratica della vita cristiana e a un miglioramento dei costumi. Quanto ai metodi, si notava ancora a volte in alcune manifestazioni religiose una certa condiscendenza verso la ricerca dello spettacolare e dell’impressionistico.