Il Vangelo di domenica 9 febbraio

Il Vangelo di domenica 9 febbraio

Vangelo di Matteo 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Breve commento

«(…) ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente» (Mt 5,13).
Per accogliere il Vangelo nella sua freschezza torniamo a investigare il testo originale. Matteo parla del sale che diventa insipido usando il verbo “moràino”, che significa “impazzire”, “diventare completamente sciocco”. E proprio così sarà definito lo stolto (“mòros”), colui che costruisce la casa sulla sabbia (Mt 7,26); un progetto destinato al fallimento; una vita che si sgretola. Questa simbologia edilizia allude all’incapacità di ascoltare: l’uomo senza sale ha gli orecchi tappati e il cuore di pietra; è un terreno sterile, che non riceve il seme della Parola e non può dare frutto. Gesù, adesso, mette in guardia anche noi. Il pericolo di essere stupidi è molto attuale. E forse è proprio questo il peccato più grave: lo speco dell’intelligenza; bloccare i percorsi di maturazione che permettono alla mia vita di essere sapore e bellezza, una fioritura di talenti che contribuiscono alla crescita della città e di ogni ambiente; è la perdita di tempo, seppellire le potenzialità che ogni persona ha dentro di sé; non avere il coraggio di attivare risorse interiori che consentono all’individuo di essere un dono per la comunità. Nei testi biblici la parola peccato è sinonimo di fallimento: come il sale che perde il sapore; come un genitore assente; come un coniuge che non dialoga; come un insegnante che non si dedica; come un collega che non collabora; come una politica motivata dal rancore. Come la vita di un uomo senza umanità.

L’ora di fare il bene è subito (Santa Caterina da Siena)