Il Vangelo di domenica 12 gennaio

Il Vangelo di domenica 12 gennaio

Vangelo di Matteo 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Breve commento

«Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come colomba» (Mt 3,16).
Il corpo di Gesù diventa “epifania”, manifestazione del progetto di Dio: liberare l’umano dalle forze del male. Gesù esce dalle acque: è l’edizione riveduta e corretta della figura di Mosè, traghettatore del vecchio popolo. Nella bibbia il mare è simbolo del potere diabolico, che soffoca la vita. Ogni battesimo è rinascita, rottura delle acque, percorso di risalita dagli abissi della disperazione. Il Figlio di Dio, amato dal Padre, sale dal fiume nell’istante in cui il cielo si apre e scende sulla carne dell’uomo l’energia dello Spirito: attrazione reciproca tra il creatore e la creatura. Risuona l’eco di una preghiera antica, che cerca di raggiungere il cuore dell’Altissimo dai bassifondi delle sofferenze del mondo: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi…” (Is 63,19). Tutto acquista un sapore di apertura. Il corpo di Gesù è una porta spalancata che ospita il dolore del povero; braccia allargate sulla croce per accogliere il peccatore pentito; il cuore trafitto di chi ha dato la vita; mani che spezzano il pane perché sia condiviso: il cristianesimo è passaggio e circolazione, l’esatto contrario di sbarre e catene. Un uomo risale dalle profondità del fiume; dalle altezze lo Spirito è sceso su di lui. E noi adesso restiamo in attesa: abbiamo bisogno di sentire gli effetti salutari di questo nuovo contatto fra la terra e il cielo.

Da oggi, Dio, non sei più solo Dio; da oggi, uomo, non sei più solo uomo. Il grembo di una donna ha fatto nascere qualche cosa di nuovo, sulla terra e nel cielo. E niente sarà più come prima (Adriana Zarri)