Il Vangelo di domenica 8 settembre

Il Vangelo di domenica 8 settembre

Vangelo di Luca 14,25-33

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Breve commento

Ti confesso che ogni volta che ascolto le parole che anche oggi mi rivolgi, il mio cuore trema.
Cosa mi stai chiedendo? Chiedi amore assoluto, il preferire te, metterti al primo posto, sempre. Chiedi che io badi a me in quanto tuo tempio sacro, tua abitazione e che così guardi ai miei affetti, ai miei amori e all’umanità tutta intorno.
Il mio amore per te dev’essere così grande da leggere in filigrana la tua immagine, il tuo volto, la tua presenza in ogni realtà, situazione, persona.
È una faccenda seria questo volerti bene e richiede che ci si scruti il cuore una volta di più per capire se e quanto conosciamo il tuo volto, quanto davvero lo amiamo così da poterlo ritrovare ed amare nel volto dell’altro, così da poter perdere tutto, se occorre, per guadagnare te.
Dal Calendario del Patrono d’Italia, edizioni biblioteca francescana