Il Vangelo di domenica 12 maggio

Il Vangelo di domenica 12 maggio

Vangelo di Giovanni 10,27-30

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Breve commento

«Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete».
In questa domenica il vangelo delinea la figura del buon pastore; le altre letture ci aiutano a completare le caratteristiche di un Dio che si presenta così alle sue pecore.
Innanzi tutto il dono dello Spirito che moltiplica le forze di Paolo e Barnaba: anche di fronte alle incomprensioni e persecuzioni non si arrestano nella loro missione di annuncio. Troppo grande è la gioia del vangelo che li muove. Nella seconda lettura incontriamo la tenerezza di Dio che sazia fame e sete dei suoi figli, asciuga le loro lacrime e stende la sua tenda sopra di loro.
Infine, nel vangelo, la voce calda e inconfondibile del pastore, riconoscibile tra mille altre: in mezzo al frastuono del mondo e al disorientamento che questo porta con sé, le pecore hanno la certezza di non perdere la loro guida, forte e sicura.
Dal Calendario del Patrono d’Italia, edizioni biblioteca francescana