Il Vangelo di domenica 14 aprile

Il Vangelo di domenica 14 aprile

Vangelo di Luca 19,28-40

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».

Breve commento

Ci viene chiesto di seguire questo re umile, mite, che cavalca un’asina e un puledro figlio di una bestia da soma. L’asino nelle fonti rabbiniche non è soltanto simbolo messianico, ma animale umile e indispensabile per Israele, un segno vivo della continuità del disegno divino che partiva da Abramo e si compie ora in Gesù.
Richiama infatti l’asino che Abramo prese per recarsi con Isacco sul monte Moria; o ancora l’asino che cavalcò Mosè quando scese in Egitto; questo stesso asino cavalcherà il Figlio di David.
La storia della salvezza non avviene attraverso eventi spettacolari, non viene pubblicizzata o postata sui grandi mezzi di comunicazione.
La salvezza percorre le vie dell’umiltà e della mitezza.
Dal Calendario del Patrono d’Italia, edizioni biblioteca francescana