Il Vangelo di domenica 7 aprile

Il Vangelo di domenica 7 aprile

Vangelo di Giovanni 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Breve commento

L’immagine di Gesù che scrive per terra richiama le prime tavole della legge consegnate a Mosè, scritte sulla pietra direttamente dal dito di Dio. Tuttavia queste tavole furono subito distrutte da Mosè di fronte al peccato del popolo.
Il brano evangelico non ci dice cosa Gesù scrive. Non servivano nuove parole, era necessario per l’uomo imparare a vivere la legge secondo lo stile di Dio, il quale non pone al centro il peccato, ma il peccatore. La legge, che è via di vita, può divenire via di morte se viene assolutizzata. Se guardiamo al peccato, nessuno ne è esente, tutti se ne devono andare.
Il Signore invece pone al centro quella donna, con la sua storia, vedendo in lei non il male commesso, ma la possibilità di vita: «Va’ e d’ora in poi non peccare più»!
Dal Calendario del Patrono d’Italia, edizioni biblioteca francescana