Il Vangelo di domenica 13 gennaio

Il Vangelo di domenica 13 gennaio

Vangelo di Luca 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Breve commento

Difficile l’attesa, il rimandare una soddisfazione immediata per aspettare qualcosa di grande. Come se il popolo di Israele, stanco di aspettare, si fosse accontentato di un predicatore tra tanti, o anche del più grande, Giovanni. E Giovanni, il più grande fra i nati da donna, è immenso proprio per questo spostare l’attenzione da sé.
Difficile l’attesa; anche quando è innamorata, può consumare: il dubbio si insinua, la speranza si spegne. Per questo le nostre strade sono state disseminate di voci che gridano nel deserto, di comete che solcano i cieli. La nostra attesa di colui che è già venuto e che sempre deve arrivare, sempre essere cercato ed aspettato, viene sostenuta così.
Restiamo vigili, purifichiamo il cuore, apriamo le mani, aspettiamo insieme, vero popolo di Dio, vero corpo di Cristo e l’attesa sarà compiuta.
Dal Calendario del Patrono d’Italia, edizioni biblioteca francescana