Il Vangelo di domenica 25 novembre

Il Vangelo di domenica 25 novembre

Vangelo di Giovanni 18,33-37

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Breve commento

Gesù è re, lo testimonia davanti a Pilato, prima di offrire la sua vita nella passione. Il suo potere è quello di Dio, del nostro Dio che ha creato per amore e per immenso amore ci ha redenti.
Nella prima lettura, del profeta Daniele, come nel salmo responsoriale e nella seconda lettura dell’Apocalisse, il potere è descritto con termini e immagini gloriose, è il trionfo del regno di Dio, saldo nella santità e senza confini nel tempo e nello spazio. Ma ora, nel nostro faticoso e incerto pellegrinaggio, noi fissiamo lo sguardo sul volto di Gesù: ecco l’uomo, l’uomo che sempre sta in mezzo a noi come colui che serve.
A lui, che ci ama e ci ha liberati con il suo sangue dai nostri peccati, rendiamo gloria, riconoscendo nella sua umiltà l’amore del Padre, il sigillo dello Spirito.
Dal Calendario del Patrono d’Italia, edizioni biblioteca francescana